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L’evoluzione del logo di Google

L’evoluzione del logo di Google

Ogni giorno vengono effettuate su Google circa 3,5 miliardi di ricerche. Con numeri così alti, non è difficile che una persona possa vedere il logo di Google da una a 30 volte al giorno.

Negli ultimi venti anni, il logo di Google è diventato una vera e propria icona dei tempi moderni e in tutte le sue evoluzioni, è rimasto sempre semplice ma straight-to-the-point.

Ciò che molti non sanno, è che esiste un affascinante background del logo più famoso di Internet. Tutto è iniziato nel 1996. Di seguito troverete una cronologia completa dei loghi di Google nel corso degli anni.

Il primo logo dell’iconico motore di ricerca

Il primo logo di Google, in realtà, è antecedente anche al suo nome. Sergey Brin e Larry Page, infatti, originariamente avevano chiamato il loro motore di ricerca BackRub. Scelsero questo nome perché il motore cercava tra i cosiddetti backlink.

Nel 1997 però, fortunatamente, decisero di cambiare nome alla società che avevano fondato con un qualcosa di meno inquietante come Google. Un termine che fa riferimento alla parola latina Googol che significa 10 alla centesima.

L’idea del nome si fondava sul fatto che il motore di ricerca potesse fornire rapidamente tantissimi risultati. La forma Google invece che Googol è semplicemente un errore di ortografia che ha segnato la storia.

Il primo vero logo di Google (1998)

Alcuni dicono che il primo logo di Google venne creato con Page, altri affermano che sia stato fatto con GIMP, un editor di immagini gratuito. Indipendentemente dal software che venne utilizzato, il design non si poteva di certo definire raffinato.

Una curiosità? Venne aggiunto il punto esclamativo dopo la parola Google per imitare quello che all’epoca era il motore di ricerca per eccellenza, Yahoo! Allora le società tecnologiche si rincorrevano l’una con l’altra.

Ruth Kedar e l’evoluzione del logo dal 1999 al 2010

Un amico comune di Brin e Page presentò loro Ruth Kedar, un professore di Stanford. Siccome il loro logo non li faceva impazzire, chiesero a lui di creare alcuni prototipi.

Inizialmente il logo era di colore nero e utilizzava il carattere Adobe Garamond. Dal logo originale rimosse anche il punto esclamativo. Kedar rivelò che ai due piaceva questo primo design, perché il segno centrale ricordava una trappola per le dita cinese. In fondo loro erano alla ricerca di un logo che potesse trasmettere un messaggio.

In un secondo tentativo, il graphic designer utilizzò un altro tipo di carattere, detto Catull. L’intenzione di questo logo era quella di catturare la “precisione nella ricerca”, come un bersaglio.

Da questo momento in poi le cose iniziarono a farsi più interessanti e Kedar iniziò a giocare coi colori e con l’intreccio delle lettere. Un qualcosa che tutti coloro che desiderano realizzare un sito web vincentedovrebbero conoscere.

Brin e Page però pensarono che tra lente d’ingrandimento e mirino, il design del loro logo stesse diventando un po’ troppo a livello visivo.

Kedar pensò quindi di far risaltare le lettere fuori dalla pagina, inserendo linee più spesse e le ombre.

L’ottavo fu il più semplice di tutti. Il messaggio era che Google potesse essere il motore di ricerca più semplice da utilizzare e per questo venne rimossa anche la lente di ingrandimento. Cambiò anche l’ordine dei colori tradizionalmente primari, per enfatizzare il fatto che Google non fosse nulla di quanto mai esistito prima.

Il design finale e quello che poi divenne il logo ufficiale di Google dal 1999 al 2010 era uno dei più minimal possibili.

Il logo di Google è stato poi rinnovato nel maggio del 2010, quando è stata rimossa l’ombreggiatura e il giallo della “o” è diventato arancione.

Un nuovo logo nel 2015

Nel 2015 a New York si riunirono i designer di Google per cercare di realizzare tutti assieme un nuovo logo. Da questo momento in poi, il design è cambiato in maniera radicale. I colori caratteristici sono rimasti, ma è cambiato il carattere tipografico, per attirare più clienti.

Il nuovo logo sembra molto semplice in effetti, ma la trasformazione rispetto a quello precedente è davvero notevole.

A questo punto il logo doveva apparire giovani per lanciarsi bene nel nuovo millennio. Si è trattata quindi di una mossa pionieristica, anche perché lo scopo della “nuova” Google era quello di proteggere i dati e nel 2015 le preoccupazioni sulla privacy erano a livelli altissimi.

Un logo dinamico

Oggi tutti sappiamo che il logo di Google è anche dinamico. Quando apri la pagina di Google per iniziare una ricerca, probabilmente oggi vedrai un logo in movimento diverso da quello di domani.

Inoltre, se fai una ricerca vocale, il logo si anima trasformandosi in un equalizzatore. Quando hai finito di parlare, questo si trasforma fino a darti i risultati di ricerca.

Insomma, il logo di Google non è solo un qualcosa che oggi potremmo definire iconico, ma anche un design che ha fatto storia e scuola.

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